PORDENONE (16 luglio) – Uno sciopero di quindici minuti ogni due ore per far fronte all’afa insopportabile all’interno della fabbrica. È quanto sta avvenendo da ieri mattina – la protesta anti-caldo continuerà anche nella giornata di oggi – alla “Lavorazioni Inox”, azienda metalmeccanica del Gruppo Sassoli di Villotta di Chions.

I circa 140 dipendenti hanno deciso di fermarsi dopo che la direzione aziendale aveva rifiutato la proposta di concedere una pausa di dieci minuti in aggiunta alle due già previste nell’arco delle otto ore lavorative. Negli ultimi giorni le temperature in fabbrica hanno raggiunto punte molto elevate che si sommano all’alto tasso di umidità.

«Soprattutto in alcuni reparti – sostiene Maurizio Marcon, esponente della Fiom-Cgil – dove i macchinari producono ulteriore caldo il rischio di colpi di calore o di malori per gli operai non è affatto scontato. La situazione è pesantissima se si considera anche che, in alcune circostanze, gli operai sono obbligati a lavorare con tute pesanti, caschi e scarponi per motivi di sicurezza. Per questo avevamo chiesto di poter rimodulare i tempi prevedendo una terza pausa di dieci minuti».

Di fronte al rifiuto da parte aziendale di discutere gli operai hanno deciso di proclamare lo sciopero a singhiozzo: ogni due ore un quarto d’ora di stop per evitare i colpi di calore. Nei reparti, l’azienda ha provveduto a distribuire acqua e sali minerali. «Ma non è sufficiente – aggiunge il sindacalista -. In attesa dei promessi impianti e accorgimenti tecnici per abbattere il calore è necessario intervenire subito consentendo dei riposi più frequenti almeno finché la situazione climatica di questi giorni non si attenua».

«La decisione è stata presa – conferma Denis Dalla Libera, Fim-Cisl – dopo che era stato ripetutamente sottolineata all’azienda la pesante situazione». In altri casi, come alla Sole-Comina, si è trovata una soluzione con un accordo. «Per tempo – spiega la Cgil – è intervenuto il medico di fabbrica stabilimento, con il monitoraggio continuo, le temperature oltre le quali sospendere la produzione e concedere delle pause proprio per evitare malori nelle situazioni in cui il caldo si fa intollerabile».