sul serio. Il gruppo, uno dei primi

in Italia nel settore dei “locali”, ha messo insieme una decina di settimanali. Stessa direzione, progetto grafico-editoriale e concessionaria per la raccolta pubblicitaria. Sinergie giornalistiche tra redazioni e tecnologie informatica le parole d’ordine.

Il gruppo che ha creato Netweek, occupa in particolare la zona ad est di Milano. I grossi Comuni della Brianza: Carate, Vimercate, Treviglio, Monza. La provincia di Como con Erba e Cantù. Quelle di Lecco, Como e Sondrio. Netweek è un portale su Internet e offre ogni giorno notizie on-line.

Ciò che non è ancora riuscito in Piemonte, regione che vanta un primato nazionale assoluto nella presenza di trisettimanali, bisettimanali e settimanali (su giornalilocali.it ne sono catalogati 56, tra quelli che hanno una dimensione imprenditoriale di rilievo).

Forse perché le pubblicazioni hanno una storia pluridecennale, quando non centenaria, e fanno capo ad ampio ventaglio d’editori più abituati a darsi battaglia sui lettori che non a cooperare tra loro.

Sulla lunghezza d’onda dei lombardi, si stanno muovendo anche in Veneto. Il gruppo, che fa capo al settimanale L’Adige di Verona, ha già pubblicato un altro settimanale a Rovigo e si appresta a sbarcare a Venezia e Ferrara.

Netweek è il segnale più forte d’innovazione che si registra nel mondo dell’editoria locale del Nord-Italia. Un robusto attacco ai lettori delle pagine di cronaca locale dei quotidiani. Pagine che rappresentano una forte motivazione d’acquisto per le pubblicazioni dei grandi gruppi editoriali. In Lombardia: il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Giorno, La Prealpina. Staranno a guardare?

A preoccuparsi di non perdere i tradizionali lettori ci dovrebbero essere anche i settimanali cattolici. Quelli editi dalle Diocesi, che hanno abituato gli abitanti delle province alla lettura delle notizie locali. Le dinamiche imprese editoriali “laiche” puntano ai loro lettori contando su flessibilità, maggior libertà di movimento sui contenuti informativi e nelle iniziative commerciali.

Inutile sottolineare che questo processo sarebbe stato impossibile, per ragioni d’elevati costi, senza la rivoluzione informatica di questi anni.