di Giuliano Pavan

BELLUNO – I triangoli amorosi, soprattutto al giorno d’oggi, tendono a essere pericolosi. A maggior ragione se poi si finisce col risolvere la questione in tribunale. Se poi non ci si rivolge a un giudice di pace ma si trascina la vicenda davanti a un collegio giudicante in materia penale l’esito può essere davvero pesante. E così è successo ieri a Treviso con uno dei tre protagonisti che è uscito dall’aula con una condanna in primo grado a cinque anni di reclusione per violenza sessuale.

È la storia di tre giovanissimi: lei è una 20enne del Feltrino, lui è l’ex fidanzato marocchino di 21 anni, residente nell’hinterland trevigiano, e l’altro, suo coetaneo, è un “amico” della ragazza in lotta con l’altro contendente, il quale l’ha pure denunciato per avergli danneggiato l’auto (una causa civile che verrà discussa il prossimo primo luglio).

A far scattare il procedimento penale la querela sporta dalla giovane, che poi ha chiesto anche di ritirarla ma per questi reati si procede d’ufficio, per un rapporto sessuale consumato all’interno di una Y10 la notte tra il 15 e il 16 febbraio 2008. La loro storia d’amore era purtroppo giunta al capolinea, complice anche l’interessamento dell’altro ragazzo che si era innamorato della giovane bellunese, ma quella sera si erano dati comunque appuntamento a Pieve di Soligo (Treviso). Nel parcheggio di un distributore del centro i due si erano appartati in auto e lì si sarebbe consumata la violenza.

Un rapporto consenziente secondo la difesa del giovane, tanto che gli esami medici a cui si sottopose la giovane per accertare se vi fossero state o meno molestie diedero esito negativo. Stando alla linea difensiva, sarebbe stato il secondo giovane a convincere la ragazza a sporgere denuncia, e i più maliziosi potrebbero anche sostenere che l’avrebbe fatto per togliere di mezzo il rivale in amore.

Fatto sta che il 21enne, che si è sempre proclamato innocente, è finito alla sbarra ed è stato condannato a 5 anni di carcere.

In aula c’era anche la sua attuale moglie, con la quale si è sposato appena una settimana fa, che al momento della lettura del dispositivo, è scoppiata in lacrime abbracciando il marito e sostenendo che non aveva mai fatto niente. A luglio dovrebbero partire per il Marocco per ripetere anche lì le nozze, con un altro problema da risolvere: il padre di lei ancora non sa che sua figlia è sposata con un ragazzo condannato, anche se in primo grado, per violenza sessuale. I legali del giovane hanno già annunciato ricorso in appello.

Mercoledì 01 Giugno 2011 – 14:56 Ultimo aggiornamento: Giovedì 02 Giugno – 16:49

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