24/04/2008 a cura di Mircea Masserini

Una occasione più unica che rara, per dare una sbirciatina alla collezione del museo del FIT e agli archivi del Re delle Scarpe dalla Suola Rossa, è rappresentata dalla mostra che è in corso al museo dell´istituto di moda newyorkese e che è stata organizzata e curata dagli studenti neo-graduated. L´esposizione non offre solo il modo per capire l´innovazione apportata dal designer all´interno del mondo della calzatura, ma anche la sua capacità di comprendere le necessità della sua prestigiosa clientela e il suo significativo apporto al mondo della moda.

Classe 1963, la sua carriera iniziò all´età di 11 anni quando si dilettava nello schizzare scarpe per gli amici. Non si può dire che i suoi anni formativi siano stati dedicati interamente allo studio ed all´esercizio della professione dal momento che era più noto nei night club che all´industria calzaturiera ma, dal momento che la fortuna aiuta gli audaci, riuscì comunque a lavorare freelance per Maud Frizon, Chanel e Yves Saint-Laurent riuscendo ad entrare infine nella maison Roger Viver. Nel 1989, dopo aver terminato la sua esperienza dal maestro, dal quale apprese l´importanza della presentazione, decise di prendersi un periodo sabbatico lavorando come architetto paesaggista. Il tempo porta consiglio e, nel 1992, ritornò alla grande nel mondo della moda con la sua prima collezione originale, quest´ultima era il prodotto di influenze di provenienza asiatica e dell´architettura dei giardini ai quali si era fino a quel momento dedicato.

È certo che il tacco a spillo deve la fortuna riscossa nel corso dell´ultimo decennio a questo mago del marketing e del design, che ha saputo cucire attorno al tacco affusolato tutta una serie di significati e di richiami che hanno fatto presa non solo sul pubblico femminile.

Di certo la lecture che il designer ha tenuto presso il museo, lo scorso 9 aprile, è stata più un evento mondano che accademico, gremito com´era di celebrities quali Diane von Furstenberg ed il CEO di Barneys che si trovava là non a caso dal momento che il 1° Maggio (che qua non è la festa dei lavoratori) monsieur Louboutin firmerà le scarpe (della collezione primavera-estate in vendita) che le clienti vorranno acquistare e, per l´occasione, le vetrine del prestigioso grande magazzino newyorkese, gli saranno dedicate ospitando un suo ritratto fotografico. C´è da scommettere che, nonostante la crisi e l´aria di recessione, ci sarà la ressa.

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