Diffusore SoundLink® Mobile II Bluetooth®

Posted by on Apr 12, 2019 in Senza categoria |

18/06/2007 a cura di Daniela Zenone

Sempre più marchi di richiamo internazionale scelgono Berlino come base operativa. Tra questi il brand AEM´KEI, capitanato dal suo fondatore e designer: MARKUS KLOSSECK. In un loft della Schlesische Strasse – la zona più in del momento dove club e shop di giovani designer si affiancano ad agenzie pubblicitarie, alla sede di MTV e all´edificio della UNIVERSAL il team di AEM´KEI crea lo stile di una moda urbana, sempre giovane che da un decennio a questa parte ha fatto del brand uno dei favoriti nel settore streetwear.

Originariamente il marchio è stato fondato nel 1996 a New York, dove Klosseck, all´età di 15 anni, vi si trasferisce dal sud della Germania per studiare film. Qui lavora come assistente per fotografi come Bruce Weber e Herb Ritts, fotografa per magazine come The Face e Interview e gira videoclip. Arte, film, musica e fotografia si amalgano in un vortice creativo e sfociano nella voglia di firmare una moda che rispecchi il ritmo e il lifestyle del tempo. Subito dopo il lancio del marchio AEM´KEI viene distribuito con successo in USA, Europa e Asia, rimanendo fedele negli anni ai suoi principi di qualità, vestibilità e attitudine street. Ora, dopo un decennio di attività, Markus Klosseck ha deciso di rilanciare il marchio. Le collezioni (uomo, donna e intimo) mirano a un nuovo posizionamento: meno street e più casual. La mia moda è cresciuta insieme a me: è più matura, più minimale, più senza-tempo spiega Klosseck in un tedesco dal forte accento americano. Le collezioni autunnoinverno 2007 sono ispirate dalla cultura giapponese e dallo spirito urbano della moda nelle grandi città. Tradizione incontra modernità. Colori naturali come miso, sake, grigio-fujiyama e grafite sono accesi dall´accostamento di tonalità forti come rosso-samurai e arancione-lychee. Alti standard di qualità caratterizzano concept progressivi …

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Apple Cinema Display

Posted by on Apr 10, 2019 in Senza categoria |

di Elena Viotto

UDINE – Si allarga il campo di indagine per fare luce sulle cause della morte di Aurora Vulcano, la bimba di 7 anni annegata nel primo pomeriggio di domenica nella piscina del club “W la” a San Mauro di Premariacco

Anche l’azienda sanitaria è finita sotto la lente dei controlli effettuati dai carabinieri della compagnia di Cividale, coordinati dal sostituto procuratore Viviana Del Tedesco, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo aperta in Procura contro ignoti. La magistratura sta verificando se siano stati effettuati regolarmente i controlli dovuti sull’impianto natatorio.

Grande attenzione viene riservata allo studio della normativa che dovrebbe dipanare i dubbi sulla necessità o meno della presenza di un bagnino in loco anche per la presenza di un circolo privato come quello teatro della tragedia. Controlli verranno fatti anche sul rispetto della capienza della piscina, una vasca di 14 metri per 7, profonda, al massimo, 1 metro e 40 centimetri, accessibile ai soli soci in possesso di regolare tessera. Proprio come quella che avevano Aurora e il papà Valentino che l’accompagnava.

Gli accertamenti già effettuati sugli scontrini emessi domenica pomeriggio hanno contato 120 fruitori dell’impianto. Tutte persone che gli investigatori stanno ora cercando, in particolare il primo soccorritore della bambina, per ascoltarli nelle prossime giornate.

Le persone finora sentite, infatti, pare non siano riuscite a raccontare con chiarezza quei tragici momenti. A dare qualche indicazione più precisa sulle cause della morte della bambina, intanto, saranno i primi esiti dell’autopsia sul corpo della piccola che verrà effettuata questa mattina dal medico-legale Lorenzo Desinan. In particolare si cercherà di capire se la bambina sia rimasta vittima di una congestione dopo il pranzo, consumato circa un’ora e mezza prima di entrare in acqua, se sia affogata, se sia una somma di queste concause o se sia stata trascinata a centro …

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Cuffie on-ear: Panoramica

Posted by on Apr 7, 2019 in Senza categoria |

24/04/2008 a cura di Mircea Masserini

Una occasione più unica che rara, per dare una sbirciatina alla collezione del museo del FIT e agli archivi del Re delle Scarpe dalla Suola Rossa, è rappresentata dalla mostra che è in corso al museo dell´istituto di moda newyorkese e che è stata organizzata e curata dagli studenti neo-graduated. L´esposizione non offre solo il modo per capire l´innovazione apportata dal designer all´interno del mondo della calzatura, ma anche la sua capacità di comprendere le necessità della sua prestigiosa clientela e il suo significativo apporto al mondo della moda.

Classe 1963, la sua carriera iniziò all´età di 11 anni quando si dilettava nello schizzare scarpe per gli amici. Non si può dire che i suoi anni formativi siano stati dedicati interamente allo studio ed all´esercizio della professione dal momento che era più noto nei night club che all´industria calzaturiera ma, dal momento che la fortuna aiuta gli audaci, riuscì comunque a lavorare freelance per Maud Frizon, Chanel e Yves Saint-Laurent riuscendo ad entrare infine nella maison Roger Viver. Nel 1989, dopo aver terminato la sua esperienza dal maestro, dal quale apprese l´importanza della presentazione, decise di prendersi un periodo sabbatico lavorando come architetto paesaggista. Il tempo porta consiglio e, nel 1992, ritornò alla grande nel mondo della moda con la sua prima collezione originale, quest´ultima era il prodotto di influenze di provenienza asiatica e dell´architettura dei giardini ai quali si era fino a quel momento dedicato.

È certo che il tacco a spillo deve la fortuna riscossa nel corso dell´ultimo decennio a questo mago del marketing e del design, che ha saputo cucire attorno al tacco affusolato tutta una serie di significati e di richiami che hanno fatto presa non solo sul pubblico femminile.

Di certo la lecture che il designer ha tenuto presso …

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PesaroService – Internet Service Provider

Posted by on Mar 23, 2019 in Senza categoria |

di Ferdinando Garavello

PADOVA (11 maggio) – Leggono gli annunci mortuari, fanno un controllo incrociato per l’indirizzo e poi agiscono quando in casa non c’è nessuno. È la banda dei funerali, che ha già colpito almeno quattro volte negli ultimi giorni nell’Estense. Ladri senza scrupoli, che approfittano dell’assenza degli abitanti di una casa quando questi sono al funerale.

Nessuno li ha visti in azione finora, si muovono nell’ombra e lasciano dietro di sé solo serrature scassinate e cassetti vuoti. La tecnica è molto semplice: i malviventi tengono d’occhio le bacheche mortuarie di Este e dintorni. Ad ogni nuovo decesso annotano nome e cognome del defunto, nomi dei figli e dei parenti. E, naturalmente, il Comune di residenza. Poi prendono in mano l’elenco del telefono e risalgono all’indirizzo della famiglia colpita dal lutto. Una capatina nei dintorni di casa, tanto per vedere la situazione. Qualche ronda per capire se il colpo si può fare, quindi scatta la “visita” a tradimento. Tanto sono tutti a tributare l’ultimo saluto a chi se n’è andato. Un sistema preciso, perfetto nel suo squallore e che difficilmente porta a un fallimento.

C’è da aggiungere inoltre che non tutti i derubati sporgono denuncia ai carabinieri. E di quelli che lo fanno, invece, magari non sottolineano come il furto sia avvenuto durante le esequie di un parente, visto che il dettaglio potrebbe non apparire determinante ai fini della segnalazione. Invece lo è, dati i precedenti. È avvenuto a Este e in alcuni paesi dei dintorni, nell’ultima settimana. La dinamica è sempre la stessa, e il bottino non è mai consistente. Qualche centinaio di euro arraffati da una cassettiera in un appartamento. Pochi monili d’oro in una villetta. Razzie di bassa entità, ma che fanno male. Soprattutto se a finire nel sacco sono i ricordi di un padre, di …

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Garanzia sui prodotti

Posted by on Mar 21, 2019 in Senza categoria |

PORDENONE (16 luglio) – Uno sciopero di quindici minuti ogni due ore per far fronte all’afa insopportabile all’interno della fabbrica. È quanto sta avvenendo da ieri mattina – la protesta anti-caldo continuerà anche nella giornata di oggi – alla “Lavorazioni Inox”, azienda metalmeccanica del Gruppo Sassoli di Villotta di Chions.

I circa 140 dipendenti hanno deciso di fermarsi dopo che la direzione aziendale aveva rifiutato la proposta di concedere una pausa di dieci minuti in aggiunta alle due già previste nell’arco delle otto ore lavorative. Negli ultimi giorni le temperature in fabbrica hanno raggiunto punte molto elevate che si sommano all’alto tasso di umidità.

«Soprattutto in alcuni reparti – sostiene Maurizio Marcon, esponente della Fiom-Cgil – dove i macchinari producono ulteriore caldo il rischio di colpi di calore o di malori per gli operai non è affatto scontato. La situazione è pesantissima se si considera anche che, in alcune circostanze, gli operai sono obbligati a lavorare con tute pesanti, caschi e scarponi per motivi di sicurezza. Per questo avevamo chiesto di poter rimodulare i tempi prevedendo una terza pausa di dieci minuti».

Di fronte al rifiuto da parte aziendale di discutere gli operai hanno deciso di proclamare lo sciopero a singhiozzo: ogni due ore un quarto d’ora di stop per evitare i colpi di calore. Nei reparti, l’azienda ha provveduto a distribuire acqua e sali minerali. «Ma non è sufficiente – aggiunge il sindacalista -. In attesa dei promessi impianti e accorgimenti tecnici per abbattere il calore è necessario intervenire subito consentendo dei riposi più frequenti almeno finché la situazione climatica di questi giorni non si attenua».

«La decisione è stata presa – conferma Denis Dalla Libera, Fim-Cisl – dopo che era stato ripetutamente sottolineata all’azienda la pesante situazione». In altri casi, come alla Sole-Comina, si è trovata una soluzione …

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Posted by on Mar 18, 2019 in Senza categoria |

Non polemiche ma informazioni vitali; sig. Nicola

….. “””Voglio ricordare a chi ha scritto questo commento che il Codice della Strada prevede l’ esenzione dell uso delle cinture di sicureza alle persone di altezza superiore a cm 190 e a quelli inferiore a cm 160″”” conoscendo, personalmente Patric faceva parte della prima categoria. L’uso delle stesse a questo punto sarebbe diventato pericoloso ….. ogni polemica è inutile MANDI !!!!! FRUT ……

La invito a non dare informazioni scorrette e dannose a chi legge. L’ art.172 del C.d.S. non contempla proprio quanto da lei asserito.

Le cinture si debbono portare perchè possono salvare la vita.

Rinnovo ancora la mia sincera vicinanza a chi deve sopportare la perdita di un caro perduto sul posto di lavoro, un’enesima morte bianca che lascia dolore ai famigliari ed agli amici.

commento inviato il 27-09-2011 alle 10:33 da E

e dinamiche dell’incidente, a seguito dei rilievi, spettano alla Polzstrada, dove c’è anche Personale veramente competente. Nel guardare la foto pubblicata, spero tuttavia di sbagliarmi, mi sembra di vedere che le cinture di sicurezza del conducente passano dietro il sedile e l’air bagg è esploso. Non vorrei mai che l’aver messo le cinture di sicurezzaa, qualora non le avesse allacciate, potesse essere stato un semplice gesto che avrebbe consentito ad un marito e ad un padre di famiglia di essere ancora con i suoi cari.RIPETO probabilmente mi sbaglio, ma vorrei che gli appartenenti alle FFOO che leggono questo post riflettessero sulla necessità di usare sempre le cinture di sicurezza, e non solo per dare l’esempio.

Un abbraccio forte al figlio

….. “””Voglio ricordare a chi ha scritto questo commento che il Codice della Strada prevede l’ esenzione dell uso delle cinture di sicureza alle persone di altezza superiore a cm 190 e a quelli inferiore a cm …

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Cuffie sportive SIE2i

Posted by on Mar 14, 2019 in Senza categoria |

A cura di Andrea Oliva

Ciao a tutti e un grazie per la magnifica serata di SABATO scorso,come sempre il pubblico dell’ALTER EGO è unico. Vi voglio informare con grande,anzi grandissimo,orgoglio che l’ALTER EGO

è stato chiamato dal CLUB XIII di MOSCA,ribadisco MOSCA,per una serie di serate che a cominciare da SABATO 05 MAGGIO vedranno ogni sei settimane i nostri D.J. nella consolle del piu’ famoso locale di tutta la RUSSIA.Tenete conto che ogni mese si effettua il party della DEF MIX e che suonano regolarmente MORALES,DANNY RAMPLING,SASHA ecc.

Inoltre siamo il primo locale italiano ad essere chiamato in RUSSIA.

Il 05 MAGGIO suoneranno CLAUDIO COCCOLUTO e ADRIAN MORRISON

ed io sarò con loro per documentare per voi la serata.

In anteprima vi dico che ci sarà anche un ALTER EGO world tour che ci porterà a SINGAPORE e poi in AUSTRALIA.

Voglio ringraziare D.J.FIERCE,che vedremo all’ALTER EGO il 28 APRILE per

l’ interessamento a questo tour.

SABATO 03 MARZO LOUD COLORS

L’appuntamento con il primo Sabato delò mese dove tutto il privè viene trasformato e dove la musica di STEFANO NOFERINI la fa da padrone.

Questa settimana il tema sarà in stile CINA-GIAPPONE.

In main room suonano MORRISON-DIONIGI-GUCCI,mentre in prive 4 hours set by STEFANO NOFERINI.

SABATO 10 MARZO COCCOLUTO HOUSE SHOW

COCCOLUTO in collaborazione con PAOLO MARTINI offriranno la miglior musica house in un connubbio che ha fatto di questa serata a cadenza settimanale un culto da non perdere.

In main room continua la proposta musicale dei D.J. che in Italia hanno segnato l’innovazione;ADRIAN MORRISON-MARCO DIONIGI-CRISTIAN GUCCI e l’ultimo arrivato WILLY 049.

SABATO 17 MARZO LE LUNGHE NOTTI DI META’ MESE

Nel classico appuntamento con l’orario lungo abbiamo l’onore di festeggiare il compleanno del D.J.piu’ simpatico,disponibile e sincero dell’ALTER EGO,ovvero GIO M.B.G.

M.B.G. è anche il portafortuna dell’ALTER …

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