Sistema multimediale COMPANION® 2

Posted by on Dic 4, 2019 in Senza categoria |

di Giovanni Longhi

BELLUNO – Una sbandata sulla destra, verso il ciglio della discesa che da Colderù porta a Lentiai, l’Ape Piaggio che sale per qualche metro sulla scarpata che la costeggia, poi si rovescia su un fianco, sul tetto, capotta ancora un paio di volte e torna in mezzo alla strada rovesciandosi definitivamente con le tre ruote all’aria e stritolando nella morsa d’acciaio delle lamiere contorte i due occupanti: sono morti così ieri poco prima delle 15 Isidoro Cecconet e Augusta Scarton, marito e moglie rispettivamente di 76 e 74 anni di Lentiai.

Un automobilista che è arrivato sul punto dell’incidente pochi minuti dopo, ha immediatamente chiamato il 118. La centrale operativa ha smistato un’ambulanza dall’ospedale di Feltre e dopo una manciata di minuti l’equipaggio era arrivato contemporaneamente a una squadra dei Vigili del Fuoco di Feltre. Servendosi di pinze oleodinamiche i pompieri hanno tranciato i montanti del tetto del motocarro, ma per Isidoro Cecconet e Augusta Scarton non c’era più nulla da fare: l’impatto con il terrapieno, le rotazioni all’interno del piccolo abitacolo dell’ApeCar avevano provocato politraumi che si sono rivelati fatali. I corpi sono stati adagiati uno a fianco all’altro su un telo di nailon steso sull’asfalto e poi coperti da un unico lenzuolo bianco, uniti nella morte così come lo erano stati per più di mezzo secolo nella vita.

La strada nel frattempo è stata chiusa con nastro bianco e rosso dei vigili del fuoco a delimitare l’area dell’impatto. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia stradale di Feltre e le cause per cui Isidoro Cecconet che era alla guida dell’Ape, ha perso il controllo del mezzo provocando poi la sbandata, la breve salita sulla scarpatina laterale e infine il ribaltamento mortale, sono ancora in corso di accertamento.

Tra le ipotesi anche quella di un malore. …

Read More

Sicurezza della carta di credito

Posted by on Nov 23, 2019 in Senza categoria |

Home > NOVITÀ Bose > Nuovo auricolare Bluetooth® Bose® Serie 2

NOVITÀ! Auricolare Bluetooth® Bose® Serie 2

Se ti è capitato di dover alzare la voce mentre stai telefonando da una stazione affollata o di aver fatto fatica a sentire quello che stava dicendo il tuo interlocutore all’altro capo del telefono in un ristorante, sarai entusiasmato dalle nuove innovazioni create dagli ingegneri del suono di Bose. L’auricolare Bluetooth® Bose® Serie 2 reagisce automaticamente al variare del livello di rumore circostante, permettendoti di sentire senza problemi la voce dell”interlocutore. Grazie alle esclusive tecnologie Bose, potrai sentire e farti sentire dagli interlocutori anche in ambienti rumorosi o in presenza di forte vento.

Comfort e semplicità

Goditi il piacere di ore di ascolto grazie al morbido inserto in silicone StayHear® e al design ben bilanciato dell’auricolare Bluetooth® Bose® Serie 2. Per assicurarti il massimo comfort, puoi scegliere tra le versione per l’orecchio destro e quella per l’orecchio sinistro. Grazie agli intuitivi controlli, usare l’auricolare è davvero un gioco da ragazzi. E quando non sei al telefono, il profilo A2DP ti permette di riprodurre in streaming contenuti multimediali con l’eccellente qualità audio targata Bose®. Non è fantastico?

Caratteristiche

Ascolta meglio le tue telefonate, anche al variare del livello di rumore, grazie alla truttura acustica Triport® Bose e alla tecnologia di riduzione audio adattiva.

Il microfono per la riduzione del rumore ti permette di farti sentire dall’interlocutore anche in ambienti rumorosi o in presenza di forte vento.

Riproduci in streaming la musica e altri contenuti multimediali con l’eccellente qualità audio targata Bose® tramite il profilo A2DP.

Assicurati un comfort e un’aderenza ottimali con il morbido e flessibile inserto in silicone StayHear® esclusivo della Bose.

Scoprilo per primo

Iscriviti alla newsletter. Sarai tra i primi a scoprire i nuovi ed eccitanti prodotti Bose® e a ricevere …

Read More

Guerra dei browser, Chrome sorpassa Firefox: è il secondo più usato al mondo

Posted by on Nov 19, 2019 in Senza categoria |

Diario della giornata trascorsa dal Presidente

della Repubblica Scalfaro a “Casa Mia” – Forlì

Il 23 marzo 1999 il Presidente Oscar Luigi Scalfaro ha partecipato all inaugurazione di una nuova ala della casa di riposo di Forlì “Casa Mia” ,struttura avventista, che dispone di 74 posti letto.

Dopo una breve visita alla casa di riposo e alla cappella avventista, dove il Presidente ha pregato con il pastore della chiesa locale, ha preso la parola il direttore Giovanni Benini, che ha ringraziato il Presidente Scalfaro per questo gesto di cortesia e di sensibilità. Benini ha salutato i numerosi rappresentanti delle autorità locali e regionali e ha fatto anche una breve storia della casa di riposo e degli obiettivi che si pongono gli operatori.

E seguito un breve discorso del Dott. Franco Rusticali, sindaco di Forlì, che ha sottolineato la professionalità e lo spirito di servizio che anima gli operatori di “Casa Mia”, e ha affermato di considerare la casa di riposo gestita dalla Chiesa Avventista come patrimonio di tutta la città.

Dopo un breve saluto del Prof. Piero Gallina, Presidente della Provincia Forlì Cesena, ha preso la parola il pastore Vincenzo Mazza, presidente dell Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste. Il pastore Mazza ha affermato tra l’altro che la Chiesa Avventista apprezza l attenzione manifestata dal Presidente Scalfaro verso le minoranze religiose e parafrasando una frase molto nota di E. G. White, ha sottolineato la necessita che ha la società italiana di uomini fedeli e moralmente integri.

Quindi ha parlato il Presidente Scalfaro, che ha fatto un discorso “a braccio”, caratterizzato da una forte componente personale, intima, una riflessione ben poco “politica”, in cui ha ringraziato personalmente il pastore Mazza e il pastore Ignazio Barbuscia per la loro amicizia e la loro cordialità più volte manifestatagli nel passato. Il Presidente ha …

Read More

Walkman/MD/mp3

Posted by on Ott 30, 2019 in Senza categoria |

di Michelangelo Cecchetto

PADOVA – «Erano in divisa, ma quando ho capito che non erano carabinieri, non ho potuto fare nulla». Hanno usato uno stratagemma che avrebbe ingannato chiunque, ancor più una persona di chiesa, pronta a dare ascolto anche a chi non conosce. Con l’uniforme dell’Arma e con la motivazione di un urgente controllo del denaro contante che secondo loro sarebbe stato falso, due persone, sabato alle 20, hanno rapinato in canonica don Roberto, parroco di Sant’Andrea di Campodarsego.

«Hanno suonato alla porta – racconta il sacerdote – Davanti a me ho visto due persone. Una era in divisa da carabiniere, l’altra no, ma era vestita bene e molto distinta. Mi hanno detto, senza un accento particolare, che dovevano controllare il denaro contante per la presenza di banconote false».

Al sacerdote in quei primi istanti nessun dubbio. Non immagina di trovarsi davanti a falsi militari. Li accoglie perché possano svolgere il loro dovere.

Conquistata la fiducia di don Roberto ed entrati in casa, il loro reale intento si manifesta subito, ma il sacerdote non può fare nulla. Minacciato ed offeso, uno lo tiene a bada, l’altro rovista ovunque.

«Non mi hanno fatto del male, ma non potevo muovermi, nè fare nient’altro – ripercorre quei minuti – Quando mi sono reso conto che non erano carabinieri era tardi».

Hanno rovistato ovunque e alla fine se ne sono andati con 3 mila euro. Denaro della parrocchia. Si sono allontanati a piedi, impossibile sapere se ci fosse un terzo complice ad aspettarli con un’auto. Probabilmente sapevano che in canonica c’erano così tanti soldi, come pure che il sacerdote era da solo. Alle 20,30 in chiesa era programmato un concerto. Hanno agito prima che don Roberto si spostasse. Immediato l’allarme al 112 dei carabinieri. È cominciata una massiccia azione di controllo del territorio …

Read More

Sistema per l’intrattenimento domestico LIFESTYLE® 235 – Caratteristiche

Posted by on Ott 16, 2019 in Senza categoria |

di Paolo Navarro Dina

VENEZIA – Il piano è in fase di elaborazione, ma le idee sono chiare. Con anche una strizzatina d’occhio ai territori limitrofi. Già. Mentre ci sono amministrazioni comunali che tentano la “sortita” puntando ad ormeggiare verso altre province che non sono finite sotto la mannaia del piano del governo sul riassetto territoriale, il Comune di Venezia va controcorrente dando vita quasi ad una “campagna acquisti”. E la mossa non è di poco conto.

Mogliano in provincia di Treviso o nell’area metropolitana di Venezia?

Votate il sondaggio di Gazzettino.it

Su questo, sia pure con circospezione, sta girando un dossier che ipotizza i confini della nuova e futura area metropolitana lagunare basandosi da una parte sui “contorni” disegnati dal Passante di Mestre, dall’altra con i legami storico-sociali dell’hinterland veneziano. E quel che spunta più di tutto dal dossier è l’”annessione” di fatto del Comune di Mogliano, che – è quasi sottinteso dirlo – in buona parte gravita sull’area veneziana.

Un’ipotesi, ovviamente al vaglio e che prima o poi porterà anche ad un dialogo con l’ente locale moglianese, ma che rischia di essere in qualche modo “deflagrante” per un futuro assetto territoriale sia della provincia di Treviso che di quella ormai individuata come “metropolitana” di Venezia.

Possibile quindi la nuova “conquista”? Si vedrà. Intanto a Ca’ Farsetti il dossier “Città metropolitana” si arricchisce di nuovi e ulteriori dati. Ad esempio quelli dedicati ai trasporti pubblici locali visti e considerati non solo i tagli nel settore, ma anche le recenti discussioni sui caratteri del servizio extraurbano. E infatti a Ca’ Farsetti più di qualcuno pensa che la sola “proclamazione” dell’area metropolitana e il conseguente riassetto territoriale “trasformerà” tutti i cosiddetti servizi extraurbani dei trasporti in “trasporti urbani”, vanificando così una sottiglienza tanto cara a chi ha valutato in questi mesi …

Read More

Sistema multimediale di diffusori Companion 20 – Factory renewed

Posted by on Ott 7, 2019 in Senza categoria |

ROVIGO – Ancora vittime italiane in Afghanistan. Il tenente Massimo Ranzani – 36 anni, viveva a Occhiobello (Rovigo) – è morto e altri quattro militari sono rimasti feriti in modo grave, nel corso di un pattugliamento nella zona di Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan. I militari, del quinto Reggimento Alpini di Vipiteno, erano a bordo di un veicolo blindato Lince, il terzo di un convoglio, che è saltato in aria su un ordigno improvvisato (Ied).

I militari tornavano da operazione umanitaria. L’attacco è avvenuto alle 12.45 ora locale, a 25 chilometri a Nord di Shindand. La pattuglia stava rientrando da un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale. I feriti sono stati portati all’ospedale militare (Role 2) della base Shaft di Shindand, sede del comando della Task force centre.

Il tenente Ranzani era giunto in Afghanistan il 12 ottobre ed era alla sua seconda missione fuori area. Avrebbe compiuto 37 anni il 23 marzo. Abitava a Santa Maria Maddalena, nel comune di Occhiobello in provincia di Rovigo, dove aveva la residenza con i genitori, il papà Mario di 62 anni e la mamma Ione di 58.

La notizia è stata accolta con profondo dolore nella caserma Salsa di Belluno, sede del 7° Reggimento alpini. Ranzani aveva svolto servizio a Belluno fino al 2004, come sottufficiale, prima di diventare ufficiale e essere riassegnato a Vipiteno. Appartenevano al 7° Reggimento anche i quattro alpini caduti in Afghanistan il 9 ottobre 2010 (primo caporal maggiore Gianmarco Manca, primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, primo caporal maggiore Sebastiano Ville e il maggiore Marco Pedone), e il caporal maggiore Matteo Miotto ucciso il 31 dicembre.

Massimo Ranzani è il primo militare del Quinto Alpini di Vipiteno a perdere la vita in Afghanistan. Lo ha detto il capitano Paolo Rinaldi, alla caserma Morbegno di Vipiteno dove il tenente era di …

Read More

Sistema per l’intrattenimento domestico CineMate®

Posted by on Ott 5, 2019 in Senza categoria |

sul serio. Il gruppo, uno dei primi

in Italia nel settore dei “locali”, ha messo insieme una decina di settimanali. Stessa direzione, progetto grafico-editoriale e concessionaria per la raccolta pubblicitaria. Sinergie giornalistiche tra redazioni e tecnologie informatica le parole d’ordine.

Il gruppo che ha creato Netweek, occupa in particolare la zona ad est di Milano. I grossi Comuni della Brianza: Carate, Vimercate, Treviglio, Monza. La provincia di Como con Erba e Cantù. Quelle di Lecco, Como e Sondrio. Netweek è un portale su Internet e offre ogni giorno notizie on-line.

Ciò che non è ancora riuscito in Piemonte, regione che vanta un primato nazionale assoluto nella presenza di trisettimanali, bisettimanali e settimanali (su giornalilocali.it ne sono catalogati 56, tra quelli che hanno una dimensione imprenditoriale di rilievo).

Forse perché le pubblicazioni hanno una storia pluridecennale, quando non centenaria, e fanno capo ad ampio ventaglio d’editori più abituati a darsi battaglia sui lettori che non a cooperare tra loro.

Sulla lunghezza d’onda dei lombardi, si stanno muovendo anche in Veneto. Il gruppo, che fa capo al settimanale L’Adige di Verona, ha già pubblicato un altro settimanale a Rovigo e si appresta a sbarcare a Venezia e Ferrara.

Netweek è il segnale più forte d’innovazione che si registra nel mondo dell’editoria locale del Nord-Italia. Un robusto attacco ai lettori delle pagine di cronaca locale dei quotidiani. Pagine che rappresentano una forte motivazione d’acquisto per le pubblicazioni dei grandi gruppi editoriali. In Lombardia: il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Giorno, La Prealpina. Staranno a guardare?

A preoccuparsi di non perdere i tradizionali lettori ci dovrebbero essere anche i settimanali cattolici. Quelli editi dalle Diocesi, che hanno abituato gli abitanti delle province alla lettura delle notizie locali. Le dinamiche imprese editoriali “laiche” puntano ai loro lettori contando su flessibilità, maggior libertà di movimento …

Read More