Un altro occhio

Posted by on Lug 14, 2019 in Senza categoria |

La prima volta che lessi l’articolo del Gazzettino.it riguardante le due gattine che cercavano adozione assieme, avevamo già due mici e la nostra “dotazione felina” ci sembrava completa.

Tuttavia, rimasi molto colpito da questa situazione che si sarebbe prospettata come un triste epilogo per queste due gatte che avevano avuto la fortuna di conoscere “la vita in casa” ed ora rischiavano di ritrovarsi punto e a capo, con l’handicap dell’età adulta e dell’essere in due. Seguo sempre la rubrica “Animali” del Gazzettino.it e speravo di trovare tra gli articoli la notizia dell’avvenuta adozione, ma niente.

Gli articoli si succedevano e gli amici in cerca di casa si avvicendavano tra le righe di questa rubrica ma sulle due… nessuna notizia. Purtoppo a metà di Luglio, una malattia improvvisa e rapida si è portata via la nostra Stella, lasciando Leo, di 10 mesi, solo e triste. Dopo alcuni giorni dalla perdita, ci siamo convinti che sarebbe stato positivo per Leo affiancargli un altro compagno che lo aiutasse a riprendere una vita normale di giochi ed affetto. E, perchè no, magari la perdita di Stella poteva essere l’occasione per dare a un altro micio un’opportunità di vita migliore!

Contestualmente a tutto ciò, il Gazzettino.it ripubblicò l’articolo che riguardava le due gattine che si trovavano in imminente necessità di adozione per motivi di salute della proprietaria, in alternativa: il gattile. Decidemmo allora di andarle a conoscere a casa della proprietaria. La sensazione fu subito positiva: due bestiole estremamente affettuose e coccolone anche con estranei come eravamo noi. Il giorno seguente, contattammo l’Oipa di Treviso, che gestisce le adozioni, dicendo che avevamo scelto loro ad altri mici che avevamo visto il giorno precedente. Il motivo era molto semplice: loro erano in immediata necessità di una casa, erano adulte ed erano in due! Noi avevamo solo …

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Newsletter Estate 2011 – presenta un nuovo approccio al suono dal vivo.

Posted by on Giu 29, 2019 in Senza categoria |

di Lina Paronetto

VENEZIA – Si sarebbe dovuto sposare ieri a Zero Branco (Treviso) Riccardo Massaggia, il 34enne di Dolo (Venezia) arrestato alle prime luci di venerdì dalla squadra mobile insieme al suo titolare, il ragioniere pugliese Pietro Tondo, 46 anni, e l’ex imprenditore Vincenzo D’Oria, 47: per loro, l’accusa è quella di aver prodotto, nello studio di via Cattaneo, a pochi passi dalla questura, documenti falsi con cui far ottenere il permesso di soggiorno ad almeno un centinaio di stranieri.

Le nozze di Massaggia, originario del Veneziano, con L.A.P., studentessa 26enne di origini ecuadoregne, figlia della convivente dello stesso Tondo, sono saltate: il giovane è rinchiuso in carcere a Santa Bona in attesa dell’interrogatorio di garanzia. I tempi tecnici per consentirgli di convolare a nozze non c’erano, essendo finito in manette alla vigilia del grande passo. Che la sposa, comunque, conta di celebrare appena il futuro marito sarà scarcerato.

Il 34enne, ex dj, aveva lasciato l’ambiente delle discoteche per amore e per un lavoro ritenuto sicuro, quello come dipendente dello studio di Tondo. Alle spalle, a suo carico, una denuncia del 2005, sempre per reati legati all’immigrazione. Nel corso delle indagini, sono stati dodici gli stranieri che hanno dato indicazioni importanti sul raggiro messo in piedi dal ragioniere e dai suoi collaboratori. Tondo, che abita a Sarmede (Treviso), si era spostato nella Marca dopo essere stato arrestato proprio dall’attuale capo della Mobile trevigiana Roberto Della Rocca con l’accusa di estorsione aggravata dall’appartenenza a un’associazione di stampo mafioso, la Sacra corona unita. Malgrado i precedenti, è rimasto iscritto all’albo professionale, riavviando nel Trevigiano un’attività.

Una 33enne nigeriana ha raccontato alla polizia di essere stata avvicinata dal ghanese che reclutava gli stranieri e di essere stata assunta sulla carta, in cambio di 800 euro, dall’impresa di D’Oria. Ma all’ufficio immigrazione si …

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Sistema di diffusori home cinema Acoustimass 15

Posted by on Giu 23, 2019 in Senza categoria |

di Erica Bet

TREVISO (30 maggio) – Improvviso il rumore metallico del botto e quello dello scooter che si stava accartocciando sull’asfalto. Non ha avuto testimoni la morte di Giampaolo Fantin, 55 anni, di Pianzano di Godega (Treviso), avvenuta ieri alle 19.45, mentre stava rincasando.

Fantin, ex carabiniere ed ex impiegato Aprilia, stava percorrendo via Sant’Urbano. Si trovava a cento metri da casa quando – per cause all’esame dei carabinieri di Conegliano – ha perso il controllo dello scooter Honda Sight 250 sul quale stava procedendo. È andato a sbattere con violenza, nonostante procedesse a velocità moderata, contro le protezioni della pista ciclabile, che lo hanno fatto rimbalzare sull’asfalto, dove è rimasto esanime. Secondo il medico legale avrebbe riportato ferite gravissime che lo hanno ucciso praticamente all’istante.

Un incidente senza testimoni. Nessuno ha visto perché lo scooter di Giampaolo Fantin è diventato una trappola assassina. Alcuni ragazzi che passeggiavano sulla pista ciclabile, udito il rumore dello schianto, sono accorsi e hanno lanciato l’allarme, chiedendo aiuto al 118. Tempestivi i soccorsi, ma vani. Al personale del Suem e ai carabinieri non è rimasto che coprire pietosamente con un lenzuolo il corpo dell’ennesima vittima di un incidente stradale. Poi un silenzio di gelo, di morte. Straziante la visita ai familiari che stavano attendendo l’arrivo di Giampaolo, probabilmente per la cena. Il destino gli aveva però teso un agguato assassino. Solo alle 21 i carabinieri e la polizia locale di Godega, completate le indagini, hanno riaperto al traffico, prima deviato su una laterale, in via Sant’Urbano.

A Godega e Pianzano Giampaolo Fantin era conosciuto per il carabiniere, perché in gioventù aveva indossato la divisa. Tutti gli volevano bene. Per anni era stato impiegato dell’Aprilia. Una professione che gli aveva riservato soddisfazioni. Si era poi innamorato di Irenea, che aveva sposato e gli aveva …

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FileMaker Pro 6.0

Posted by on Giu 15, 2019 in Senza categoria |

di Daniele Belleri

MILANO (15 novembre) – Ruby non parla. Vuole solo fotografie. È arrivata da un ingresso laterale, per evitare i giornalisti. E se ne è andata un’ora dopo, di corsa, protetta da un cordone di guardie del corpo. Sempre senza dire una parola. Ma il pubblico di Milano, che sabato sera in discoteca avrebbe dovuto portarla in trionfo, non l’ha accolta bene. E Karima El Marough, in arte Ruby Rubacuori, è stata fischiata e insultata.

In un certo senso, la neo diciottenne più celebre d’Italia è riuscita nei suoi obbiettivi: darsi arie da diva davanti ai flash e soprattutto evitare ogni domanda. Sulla notte del 27 maggio scorso, in questura a Milano. O sulle sue frequentazioni con Silvio Berlusconi. Eppure, nonostante dall’una alle due di notte Ruby si limiti a sedere sul trono leopardato, bere champagne, fare sguardi da vamp e battere le mani a ritmo, non si può dire che la sua comparsa sul palco della discoteca Karma sia stata un successo. Una cosa erano le prime tre file, con un fronte compatto di giornalisti e fotografi. Ma dietro, tra la folla, quella che prevaleva era perlomeno indifferenza.

E sotto la musica che spingeva forte, a ben ascoltare, si sentivano più insulti che applausi per quella ragazza in tubino nero, scarpe leopardate e bracciali d’oro. Per la sua seconda apparizione in pubblico, dopo l’esordio di giovedì sera in un locale di Genova, Ruby aveva scelto un luogo amico. La discoteca Karma, periferia sud di Milano, con il suo giovanissimo pubblico del sabato sera. Tra le sale affollatissime vedi ragazze del tutto simili a Ruby, adolescenti vestite e truccate come trentenni. Quando le fermi per chiedere se conoscono la special guest della serata, all’inizio rispondono incerte («Una del Grande Fratello», «L’amica di Piersilvio, presidente della Camera»), salvo poi …

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Cuffie QuietComfort 3 Acoustic Noise Cancelling

Posted by on Giu 4, 2019 in Senza categoria |

L’amplificatore Bose® AmPlus 100 è un amplificatore da 100 watt che soddisfa una vasta gamma di applicazioni per il mercato commerciale. L’AmPlus 100 è un amplificatore a due canali multiuso adatto a pilotare diffusori FreeSpace® Model 8, 25, 32 e Bose 102®, come anche per pilotare diffusori a bassa impedenza come il modulo Acoustimass® 1B, i diffusori Model 203 e i diffusori FreeSpace 6.

Il preamplificatore dell’AmPlus 100 permette il collegamento e la regolazione della sensibilità d’ingresso di due sorgenti mono, oppure dei canali sinistro e destro di una sorgente stereo. I connettori per il cavo di alimentazione, per il controllo di volume a distanza e i potenziometri per la regolazione dei bassi si trovano sul pannello posteriore.

Schede ausiliarie permettono di aggiungere ingressi addizionali, servizio di chiamata (paging) o Equalizzazione Attiva. Le schede di ingresso o per chiamata possono essere inserite negli appositi scomparti presenti sul pannello posteriore. L’Equalizzazione Attiva può essere implementata rimuovendo il coperchio superiore ed inserendo la scheda equalizzatrice direttamente sul circuito stampato dell’amplificatore di potenza. L’amplificatore accetta le schede di equalizzazione per i diffusori Bose FreeSpace® Model 8, 25, 32, Bose 102® e per il modulo Acoustimass® 1B.

Sul pannello posteriore dell’amplificatore sono presenti i seguenti controlli e connettori: due ingressi, controlli della sensibilità d’ingresso, presa per controllo di volume a distanza, potenziometri per la regolazione dei bassi, commutatore modalità d’ingresso e commutatore modalità d’uscita. L’unico comando presente sul pannello frontale è l’interruttore di accensione. Tutti i connettori d’ingresso e d’uscita sono del tipo a morsettiera a connessione rapida.

L’amplificatore può essere appoggiato su un tavolo o mensola. Può essere installato a rack usando l’apposito Kit di montaggio.

Tutte le parti visibili dell’amplificatore sono placcate in zinco o trattate con anti-ruggine e verniciate in grigio professionale.

L’amplificatore Bose AmPlus 100 è conforme a tutte le …

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Configurazione del sistema

Posted by on Mag 10, 2019 in Senza categoria |

Posizionabili in prossimità di piscine, in verande o giardini, i BOSE® FreeSpace® 51 sono i nostri migliori e più versatili diffusori per esterno. Li colleghi ai suoi componenti audio per un suono stereo di straordinaria qualità su una vasta area di ascolto. Possono essere poggiati sul terreno o parzialmente interrati, costituendo in tal modo una grande alternativa al montaggio dei diffusori tradizionali. Sono inoltre stati progettati per resistere a tutte le intemperie.

Suono di qualità BOSE®. Fin dalla base

I diffusori FreeSpace® 51 le offrono una copertura omogenea ed eccezionalmente ampia grazie al loro design radiale che consente una diffusione del suono a 360 gradi. Il robusto involucro in grado di resistere alle intemperie e il driver da 11,4 cm a gamma completa orientato verso il basso possono sopportare le condizioni meteorologiche più estreme. Scelga la sua musica preferita e ascolti come prendono vita persino le sfumature più tenui in un ambiente esterno.

La porta d’accordo in posizione centrale migliora la riproduzione delle basse frequenze, contribuendo in tal modo a mantenere la profondità e la ricchezza della musica all’aperto. La griglia a forma di cupola riflette i toni delle alte frequenze verso l’area di ascolto. Tutte queste caratteristiche si fondono insieme in modo da offrirle sia la robustezza necessaria al funzionamento in esterni sia le prestazioni audio tipiche di un ambiente interno.

La bellezza risiede nei dettagli

Il design accurato e le gratificanti prestazioni fanno dei diffusori FreeSpace® 51 la scelta ideale per l’ascolto di musica in esterni. In grado di mimetizzarsi con la vegetazione del giardino, risultano scarsamente visibili. E vista la loro resistenza a qualsiasi clima, possono essere tranquillamente lasciati fuori tutto l’anno.

Questi versatili diffusori possono essere installati su superfici rigide o parzialmente interrati. La loro base è stata progettata per un ancoraggio al suolo. Le apposite …

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Diffusore SoundLink® Mobile II Bluetooth®

Posted by on Apr 12, 2019 in Senza categoria |

18/06/2007 a cura di Daniela Zenone

Sempre più marchi di richiamo internazionale scelgono Berlino come base operativa. Tra questi il brand AEM´KEI, capitanato dal suo fondatore e designer: MARKUS KLOSSECK. In un loft della Schlesische Strasse – la zona più in del momento dove club e shop di giovani designer si affiancano ad agenzie pubblicitarie, alla sede di MTV e all´edificio della UNIVERSAL il team di AEM´KEI crea lo stile di una moda urbana, sempre giovane che da un decennio a questa parte ha fatto del brand uno dei favoriti nel settore streetwear.

Originariamente il marchio è stato fondato nel 1996 a New York, dove Klosseck, all´età di 15 anni, vi si trasferisce dal sud della Germania per studiare film. Qui lavora come assistente per fotografi come Bruce Weber e Herb Ritts, fotografa per magazine come The Face e Interview e gira videoclip. Arte, film, musica e fotografia si amalgano in un vortice creativo e sfociano nella voglia di firmare una moda che rispecchi il ritmo e il lifestyle del tempo. Subito dopo il lancio del marchio AEM´KEI viene distribuito con successo in USA, Europa e Asia, rimanendo fedele negli anni ai suoi principi di qualità, vestibilità e attitudine street. Ora, dopo un decennio di attività, Markus Klosseck ha deciso di rilanciare il marchio. Le collezioni (uomo, donna e intimo) mirano a un nuovo posizionamento: meno street e più casual. La mia moda è cresciuta insieme a me: è più matura, più minimale, più senza-tempo spiega Klosseck in un tedesco dal forte accento americano. Le collezioni autunnoinverno 2007 sono ispirate dalla cultura giapponese e dallo spirito urbano della moda nelle grandi città. Tradizione incontra modernità. Colori naturali come miso, sake, grigio-fujiyama e grafite sono accesi dall´accostamento di tonalità forti come rosso-samurai e arancione-lychee. Alti standard di qualità caratterizzano concept progressivi …

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